Appendici
Goro di Gustavo CristiGustavo Cristi, Storia del Comune di Ariano Polesine, Padova, Società Cooperativa Tipografica, 1934
Si riporta il testo di Gustavo Cristi riguardante la Storia del Comune di Ariano Polesine per la stretta relazione esistente tra il territorio su cui è sorta la comunità di Goro e il comune di Ariano Polesine che deteneva diritti di pesca sul fiume e diritti di natura giurisdizionale sul territorio circostante. Goro e il suo territorio erano ritenuti parte della comunità di Ariano Polesine sino a quando il Congresso di Vienna definì il Po di Goro quale confine tra lo Stato pontificio e il Lombardo Veneto e Ariano Polesine, che sino ad allora era stato parte della Legazione di Ferrara, divenne un territorio sottoposto al governo austriaco.
Nel riportare il testo di Gustavo Cristi nelle parti in cui narra le vicende del territorio di Goro, allo scopo di facilitare la lettura e la comprensione del testo, sono state apportate variazioni inerenti alla intepunzione.
- 57-62
“La terra di Ariano nei suoi antichi tempi doveva essere regolata dalle leggi dettate dalla città di Adria. Nella storia la troviamo a far parte della Diocesi di Adria sotto l’alto dominio temporale dei vescovi di Adria, [che] ad un tempo con Adria fu compresa nell’Esarcato di Ravenna. Nel 944 la bolla di Martino III infeudava la Mensa Vescovile di Adria dell’insula Adriana e Corte Adriana con diritto di percepire le decime dei raccolti. Questa bolla fu sempre citata dai vescovi di Adria per comprovare il loro diritto di decima sul territorio di Ariano, ma furono accampati dubbi sulla sua autenticità. Nel 1195 veniva investito a titolo feudale di tutti i fondi dell’Isola di Ariano il marchese Azzo d’Este e così Ariano passava dal dominio dei vescovi di Adria a quello dei marchesi d’Este di Ferrara.
Il territorio del marchesato di Ferrara era diviso in cinque parti, cioè quattro polesini e la parte Transpadana. I Polesini erano di Casaglia, di Ferrara, di San Giorgio e di Ariano. Il Polesine di Ariano comprendeva l’Isola di Ariano che a quel tempo pricipiava di fronte a Papozze col delta di S. Maria e stava chiusa fra i due rami del Po alla destra del Po di Corbola … alla sinistra del Po di Goro. All’Isola si aggiungeva un territorio a destra del Po di Goro … Nel 1328 Ariano ebbe il suo Statuto dal Bertoldo marchese di Ancona e signore del Castello e Distretto di Ariano … Dipendevano da Ariano le ville di Corbola con Rossetta, di Santa Maria del Traghetto, di Serravalle con Crepalda ed i piccoli siti di Anconella, Ariano Vecchio, San Basilio Oratorio, Mesola Chiesa, Olmo, Porto dell’Abate, Porto di Goro oratorio, Roma, Rivà, Tombe, Sivelungo”.
Dopo la Devoluzione di Ferrara allo Stato Pontificio nel 1598, in ragione della mancanza di eredi diretti della Casa d’Este, il papa Clemente VIII nel 1598 si recò in visita al nuovo territorio della Legazione di Ferrara e soggiornò nel castello di Mesola.
- 93
“Nel descrivere Mesola abbiamo accennato che durante il viaggio fatto dal pontefice Clemente VIII nel 1598, la Comunità di Ariano chiese ed ottenne l’investitura del diritto di pesca nel Po di Goro … inoltrandosi poi in mare per quanto si estendevano le ragioni della predetta Comunità «Tre onde in mare».
Il diritto delle tre onde in mare era così definito: tutta l’estensione di spiaggia che veniva interamente coperta e scoperta dai flussi e riflussi marini, la spiaggia più sottile e depressa che restava permanentemente coperta dall’acqua e, oltre a ciò, tre onde in mare.
pagg. 108-110
“Porto di Goro
Oratorio odierno Goro. Deve essere nato dopo il 1750.
Alla distanza di Mesola in linea retta di circa km. 6.700 e seguendo il corso del fiume circa km. 12 il Po di Goro in seguito a naufragio avvenuto nel 1703 di parecchie barche con relativo carico si affondarono in prossimità della foce ed ostacolarono il libero corso delle acque, si aprì una nuova via facendo un altro ramo a destra che si chiamò Bocca Nuova, ed il ramo sinistro che era la continuazione del Goro si chiamò Bocca Vecchia e Porto di Goro. Fra i due rami si formò una isoletta che dal delta del mare aveva nel 1734 una lunghezza di metri 2.500 ed una larghezza massima alla spiaggia di metri 1.00, essa non fu battezzata e se lo fu il suo nome non è passato alla storia.
Alla foce del ramo Bocca Nuova, sulla sponda sinistra all’estremità dell’Isoletta, fu costruita nel 1734 la casa dell’ammiraglio che prima era situata circa un chilometro superiormente alla nuova biforcazione come vediamo sulle carte di quel tempo scritto «Capanno dell’Ammiraglio» che corrisponde all’odierno Capan, e nel 1600 la casa dell’Ammiraglio era situata nella località Torre alla sinistra del Goro.
Alla foce della Bocca Vecchia o Porto di Goro sulla sponda destra all’altra estremità dell’Isoletta, sempre a mare, fu costruito nel1734 il Forte Pontificio.
Di fronte a questo sulla sponda sinistra di Bocca Vecchia nel 1735 venne costruito il Forte della Repubblica Veneta sopra l’Isoletta denominata Soranzo, la quale stava fra il ramo Po di Gnocca, il ramo della Donzellina, il Goro e il mare. Il ramo della Donzellina si staccava dal Po di Gnocca metri 2.500 superiormente alla foce e volto a sud con un percorso di metri 5.000 veniva a sfociare nel Goro. Dallo sbocco della Donzellina al mare c’erano circa 500 metri di spiaggia sulla quale fu elevato il forte.
Il Donzellina scomparve e nella località ove sorgeva il Forte Veneto attualmente si trova la fattoria Scarpari e C. una volta chiamata Casa Borghi sita di fronte al paese di Goro.
Nel 1734 lo Stato Pontificio, visto che l’acqua del Po divisa nei due rami di Bocca Vecchia e Porto di Goro e Bocca Nuova non dava alla foce quella profondità necessaria perché le barche cariche entrassero senza difficoltà nel Porto di Goro, diede ordine, nell’intento di giovare alla navigazione, di ostruire al delta il ramo Bocca Nuova il quale rimase canale di scolo col nome di Po Morto tutt’ora esistente e passa pel paese di Goro alla chiavica del Nonio e sfocia nell’attuale Sacca di Goro
Ove stava il Forte Pontificio si formò il paese di Goro che dal fiume prese il nome. Il principio della sua formazione deve essere avvenuto come abbiamo detto, posteriormente al 1750 poiché nelle carte del 1735 non figura. In breve, però, deve essere aumentata la sua popolazione, che nel 1784 lo troviamo annoverato fra i piccoli siti appartenenti alla Terra di Ariano con oratorio e prete stabile.
Il paese attualmente dista dal mare seguendo il corso del fiume km. 13. Distanza che viene ancora una volta a confermare quanto gli studiosi hanno stabilito, come abbiamo detto più sopra, che il prolungamento della terra alle foci del Po è di 70 metri annui. Il Forte Pontificio fu costruito sulla spiaggia nel 1734, da allora ad oggi sono passati 188 anni x metri 70 = km. 13.160. Il Forte Pontificio coll’allontanarsi del mare fu trasportato nuovamente alla spiaggia e nel 1793 lo troviamo alla distanza di circa cinque chilometri dal paese di Goro.
Dove nel 1793 stava il forte si è formato un altro paese che si chiama ufficialmente Gorino Ferrarese e fra il popolo lo si conosce anche col nome di Lafabbrica.
Dopo altri cinque km. Da questo paese nel 1864 fu innalzato per cura del Governo Italiano il faro, il quale ora dista dal mare quattro chilometri”.
Il mare fra la foce del Po di Goro e quella del Volano fa una sacca (golfo) che si chiama Sacca di Goro e dell’Abate. Questa sacca ha una distanza dalle foci suddette alla terra di chilometri cinque e batte spiaggia circa due chilometri e mezzo dal paese di Goro.
Goro è oggi una delle frazioni più importanti del Comune di Mesola, conta una popolazione di 2.522 abitanti che vive in gran parte colla pesca. Ha scuole maschili e femminili, condotta medica, ufficio postale e telegrafico, corriere postale giornaliero da Mesola. Mesola e Goro ebbero entrambe la loro culla in due isolette formate dalle alluvioni del Po alla destra del Goro, ambedue furono costruite in prossimità del mare dal quale ora distano ore di cammino”.
pag. 197
“L’Arcipretura di Ariano, dedicata S. Maria della neve nel 1784 era retta da don Domenico dottor Angelini, arciprete vicario foraneo. Questa Arcipretura aveva i seguenti oratori in subbsidium coi loro cappellani: Santa Maria, Serravalle, San Basilio, Mesola e Goro”.
