La Pesca

La marineria
Le marinerie di Goro e Gorino hanno avuto un andamento crescente dalla loro origine fino ad oggi, sia in termini di personale e sia di flotta.
Il successo della venericoltura nella Sacca di Goro ha avuto l’effetto immediato di suscitare un forte interesse verso questa nuova attività richiamando lavoratori, prima locali e poi dai comuni limitrofi, che hanno abbandonato i propri mestieri ed attività in cerca di più facili guadagni. A metà degli anni Ottanta, quando sono state eseguite le prime semine, gli addetti al settore erano 650 e già nei primi anni Duemila tale numero aveva raggiunto le 1000 unità. Questo tipo di andamento è stato pressoché continuo senza subire inversioni di tendenza neppure in corrispondenza di periodi di grande difficoltà dovuti a pesanti morie di prodotto; le più rilevanti nelle annate 2008, 2011 e 2015, fino alle attuali 1500 unità. È probabile che nei prossimo anni si assisterà ad un calo significativo degli occupati nel settore come conseguenza della grave crisi della venericoltura generata dalla diffusione del granchio blu.

Le prime imbarcazioni (batane, bragozzi, topi, etc.) erano realizzate in legno e sospinte a remi o a vela e mancavano di qualsiasi strumentazione di navigazione, ad eccezione della bussola. La navigazione a vela era con armo al terzo e ogni barca aveva una vela colorata con tinte sgargianti, come rosso e giallo, e personalizzata con strisce e/o disegni identificativi. In questo modo la barca era facilmente riconoscibile e le mogli in apprensione sul porto potevano individuare il marito che rientrava dopo una battuta di pesca.

Le continue innovazioni tecnologiche hanno radicalmente cambiato le imbarcazioni diventate più stabili e sicure. Al contempo sono entrati in uso vari strumenti (eco-scandaglio, radar, GPS, plotter, WHF, etc.) che hanno migliorato la navigazione e la sicurezza sul lavoro. L’innovazione più rilevante è stata comunque l’installazione del motore (anni Sessanta) che ha permesso, non solo di raggiungere tratti di mare più distanti, ma ha reso il pescatore più indipendente nei confronti delle condizioni meteo-marine. Anche la vasta gamma di attrezzature di bordo e da pesca sono state migliorate grazie all’impiego di nuovi materiali più efficaci e duraturi. Basti pensare alle attuali corde e reti in materiale sintetico che hanno sostituito quelle in fibra vegetale la cui durata e resistenza rappresentavano sicuramente un fattore limitante.

Va infine messo in evidenza che la marineria di Goro si è sempre contraddistinta per l’elevato grado di organizzazione. Prima i pescatori e poi gli allevatori sono sempre stati organizzati in cooperative, attualmente ne sono attive 53. Dal 2022 inoltre tutte le cooperative di allevatori presenti sul territorio si sono associate in un unico consorzio, Con.Uno. (Consorzio Unitario Novellame), che ha l’obiettivo di affrontare e coordinare tutte le problematiche di interesse collettivo, come la gestione delle aree nursery, i lavori di miglioramento idraulico della Sacca di Goro e oggi la crisi dovuta al granchio blu.