La Pesca
La pesca tradizionaleRientrano nella pesca tradizionale le tecniche di pesca che si avvalgono di piccole imbarcazioni e di metodi artigianali senza che le reti siano trainate con l’ausilio del motore. Sono vari i sistemi di pesca tradizionale utilizzati tuttora nella Sacca di Goro; mentre altri sono andati in disuso o addirittura dimenticati.
Una delle pesche più frequentemente esercitata è quella con le archette e con i bertovelli ed entrambe si basano sulla struttura della rete che ha uno o più inganni che impediscono ai pesci di fuggire. Le archette sono una sorta di nassa di forma tubolare lunghe circa 2 metri che si allarga anteriormente a formare una bocca in genere a forma di mezza luna. Normalmente vengono disposte in file di più unità sul fondale dove attendono che il pesce una volta entrato nella bocca incontri 2 o più restrizioni (enche = inganni) che non gli consentono di tornare indietro.
Quello dei bertovelli, pur avendo una parte finale simile ad un’archetta più grande, è invece un sistema più complesso che consiste in una serie di sbarramenti verticali di rete. Incontrando lo sbarramento i pesci sono portati a scorrerlo fino a finire in una parte composta di più camere e che termina nella parte finale (cogolo) dove rimangono intrappolati.
Archette e bertovelli vengono utilizzati in vari periodi dell’anno ed hanno come obiettivo soprattutto la cattura di anguille, acquadelle, gamberi e granchi.
Un’altra tipologia di pesca ampiamente utilizzata nella Sacca di Goro è quella con le reti da imbrocco il cui target principale sono i cefali. Si tratta di una rete più o meno lunga (anche 200 m) che si mantiene verticale per la presenza di una linea di piombi alla base e una di sugheri sul lato opposto. La pesca si basa sull’abilità del pescatore nell’individuare il banco di cefali per poi accerchiarli velocemente con la rete. Ultimato l’accerchiamento si produce un rumore sbattendo un peso sul fianco della barca in modo da spaventare i pesci e indurli a fuggire e a rimanere intrappolati nella rete. Questo tipo pesca impiega una rete di nylon trasparente (barracuda) ed ha la particolarità di essere molto selettiva, dal momento che la misura delle maglie della rete definisce la taglia minima del pesce e lascia passare gli esemplari più piccoli.
Quella del pesce novello può essere considerata la tipologia di pesca più tradizionale in uso nella Sacca di Goro. Esercitata durante la primavera ha l’obiettivo di catturare gli avannotti di alcuni pesci (orata, spigola e cefali) che servono per essere poi seminati ed allevati nelle aree vallive. Si usa una lunga sciabica a maglia fitta (trata) che viene tirata a mano lungo le rive in modo che formi una U fino a quando viene chiusa per recuperare il pescato. Giacché gli avannotti devono rimanere vivi, questi non sono mai esposti all’aria e sono prelevati uno ad uno con la mano chiusa a coppa. Al termine del prelievo tutte le altre specie catturate accidentalmente vengono liberate ancora vive.
